Le Origini di Vietri sul Mare

Vietri sul Mare è uno dei più importanti comuni costieri della provincia di Salerno, annidato nell'angolo più protetto dell'omonimo golfo, immediatamente ad ovest della città capoluogo ed all'inizio della Costa d'Amalfi, della quale può considerarsi " la prima perla ". Il centro della cittadina, sovrastato dal monte San Liberatore, si adagia su un lembo terrazzato sul mare ed è dominato dalla chiesa madre di
San Giovanni Battista, principale monumento cittadino, fu eretta nel XVII secolo in stile Tardorinascimentale napoletano, è caratterizzato dal duplice coronamento della cuspide del campanile in ceramiche dipinte; il portale è sormontato da un oculo chiuso nella seconda meta del XX secolo per inserire una figura del Santo patrono dipinto su ceramica. Nell'interno, a navata unica, gli altari sono decorati da maioliche e ceramiche tranne quello maggiore, realizzato in marmi commessi, interessanti sono i dipinti che partono dal XVII secolo e terminano al XVIII.
I primi insediamenti nell'area di Vietri sul Mare furono etruschi. Probabilmente il nome della cittadina viene dal termine "Veteri" con cui i Romani definirono questi insediamenti. Le origini di Vietri, secondo la storiografia più diffusa, sono riconducibili all'antica Marcina, città etrusca citata nella Geografia di Strabone, che si doveva estendere sul suolo di Marina con propaggini in Vietri capoluogo; si pensa ad una sua funzione prevalentemente mercantile, quale scalo a servizio di Nuceria. I ritrovamenti archeologici più recenti hanno messo in luce nel capoluogo delle tombe con corredo ceramico arcaico di stile corinzio, una struttura termale romana a Marina ed un "murus reticolatum" romano alla punta di Fonti, coperto dal mare. Dell'esistenza di un'antica città ci è chiara conferma anche nella denominazione di locus Veteri assunto nel periodo longobardo dal territorio di Vietri, Marina e Molina, nel cui ambito i documenti individuavano anche una più circoscritta civitas Veteri, di impianto altomedievale. A cavallo del Mille il territorio, occupato da insediamenti sparsi, amministrativamente era una periferia di Salerno; dopo aver gravitato nell'orbita della Abbazia della SS.Trinità di Cava, dal Rinascimento al secolo scorso ha fatto parte della Città di Cava de' Tirreni: nel 1806 divenne comune autonomo. Sulla sottostante ampia ed attrezzata spiaggia si stende la frazione Marina, meta di flussi
turistici estivi e di fine settimana, con al centro la cinquecentesca torre di difesa dai saraceni.
Le altre frazioni sono: Molina, che deve il suo nome ai numerosi mulini che già dal medioevo insistevano nella valle del fiume; Albori, borgo con caratteristico impianto urbano, abbarbicato sul versante orientale di una pittoresca valle dominata dal monte Falerio; Raito, che si affaccia come un balcone sul golfo di Salerno, dotata di una elegante e raccolta chiesa parrocchiale, con affreschi del Solimena; Benincasa e Dragonea, circondate da verde agricolo e boschi, base di partenza di sentieri montani; ed in posizione più decentrata la località Fuenti ai confini con Cetara.